Throwback Thursday (1) – Destinatario sconosciuto

Eccoci oggi per inaugurare una nuova rubrica, che ho mutuato da altri social. L’hashtag relativo viene di solito associato a foto o post vecchi, anche di vari anni, che si desidera ricondividere con un tocco di nostalgia.

L’intento qui è simile: pubblicare un estratto di un libro già letto, per tuffarsi un po’ tra i ricordi e continuare a dare consigli libreschi.

Per quest’occasione vi lascio qualche paragrafo tratto da Destinatario sconosciuto, di Kressmann Taylor.

[…] A essere sincero, Max, credo che in molti sensi Hitler possa essere un bene per il paese, ma non ne sono del tutto sicuro…Quell’uomo è come una scossa elettrica, energico come lo può essere soltanto un grande oratore e un fanatico, ma a volte mi chiedo se sia sano di mente…In effetti, amico mio, è in atto una rivoluzione. La gente è frenetica, piena di voglia di fare, lo si percepisce nelle strade e nei negozi. La sfiducia di un tempo è stata messa da parte, come un cappotto dimenticato. La gente non si nasconde più dietro la vergogna; ha ricominciato a sperare. Forse questa povertà avrà fine. Accadrà qualcosa, anche se non so che cosa. Abbiamo trovato una guida! Eppure, a volte esito e mi chiedo: una guida che ci condurrà dove? Spesso l’eccessiva disperazione può spingere a imboccare la strada della follia.

Naturalmente, non esprimo apertamente questi dubbi. Ora sono un pubblico ufficiale, lavoro per il nuovo regime e devo esibire il mio assenso. Tutti noi pubblici ufficiali ostentiamo l’entusiasmo più vivo e ci siamo iscritti in fretta  al  partito  nazionalsocialista,  così  si  chiama  il  partito  del  signor  Hitler.  C’è  la sensazione che la Germania abbia finalmente trovato il suo destino e che il futuro ci stia venendo  incontro  come  un’onda  che  tutto  travolge.  Dobbiamo  muoverci  anche  noi,  dobbiamo assecondarla anche se accadono cose ingiuste. La storia sta scrivendo una pagina completamente nuova.

Si tratta di un romanzo epistolare che riporta il breve carteggio tra il tedesco Martin Shulse e il suo vecchio amico e socio in affari Max Eisenstein, ebreo e residente in America. L’opera è stata pubblicata per la prima volta in America nel 1938, a denuncia di quanto stava accadendo in Germania dopo la salita al potere di Hitler. È un romanzo brevissimo sull’ineluttabilità della Storia, su quanto labili siano i legami umani facilmente spezzati dagli interessi personali e sull’assenza totale di vincitori. Un romanzo attualissimo che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero leggere.

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