Il buio oltre la siepe vs Tutta la luce che non vediamo | #dialogotralibri

n1.pngBuongiorno e buon weekend! Questa settimana è stata un po’ povera di contenuti, causa intenso lavoro, ma siamo qui per rimediare! Anche se agosto sta ormai volgendo al termine, sono ancora tante le belle giornate da passare all’aria aperta. E perché non farsi accompagnare da un buon libro? Oggi prendiamo parte a una challenge, ideata da Tiziana de La soffitta di Ti. Si tratta per l’appunto di #dialogotralibri, e consiste nello scovare nella nostra libreria due o più libri che in qualche modo sembrino parlarsi.

Potete leggere qui l’articolo di Tiziana, mentre questa è la coppia che sono riuscita a trovare io.

#dialogotrailibri

Le trame dei due romanzi, entrambi vincitori del premio Pulitzer, in realtà hanno poco o nulla in comune, ma mi ha colpito il riferimento nei loro titoli al buio e alla luce.

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Il buio oltre la siepe è il famosissimo romanzo di Harper Lee, scritto nel 1960 contro ogni forma di razzismo e discriminazione.

Credo che la sua più grande forza risieda nella narratrice scelta, la piccola Scout, che con l’ingenuità e la sincerità tipica dei bambini tratteggia un ritratto fedele e veritiero di una cittadina immaginaria dell’Alabama a inizio anni ’30.

Razzismo e discriminazione sono presenti in questo libro su più livelli. In primo luogo il razzismo contro i neri, in quanto componente fondamentale del romanzo è il processo contro l’innocente Tom, accusato di violenza sessuale sulla figlia di un bianco e difeso dall’avvocato Atticus, il padre di Scout. Ma si parla anche di Hitler e delle persecuzioni contro gli ebrei (queste condannate dagli americani, e giustamente Scout si chiede in cosa differiscano ebrei e neri per essere trattati diversamente).

La discriminazione assume contorni più sottili all’interno del paesino stesso: parliamo degli atteggiamenti assunti verso vicini di casa un po’ particolari; dell’ostruzionismo nei confronti di Atticus; e ancora dei giudizi sul comportamento di Scout, considerato non propriamente femminile, dato che in pratica si comporta come il fratello Jem.

Di questo peccato si macchiano anche Scout e Jem, con la loro paura irrazionale di Boo Radley, uomo schivo e timido che non esce mai di casa e che, nell’immaginazione dei bambini, sarebbe capace di ucciderli all’istante con un colpo di fucile. Si tratta del buio oltre la siepe a cui fa riferimento il titolo italiano (l’originale è To Kill a Mockingbird). Buio come metafora di ciò che non si conosce e che, pertanto, spaventa. Se però scavalchiamo questa siepe e cerchiamo di conoscere più a fondo chi ci circonda, scopriremo che ci eravamo fatti ingannare da pregiudizi e che tutte (o quasi) le persone sono simpatiche e meritano la nostra amicizia.

“Quasi tutti sono simpatici, Scout, quando finalmente riesci a capirli.”

Se ancora non lo avete fatto, correte a leggere questo libro. Non fate come me, che mi ero fatta l’idea sbagliata di un testo pesante e ho rimandato la lettura per troppo tempo, recuperandola solo due anni fa. Potrei dire che anche nel mio caso si è trattato di una forma di “buio oltre la siepe”, che ho avuto il coraggio di affrontare per ritrovarmi con una meravigliosa sorpresa.

***

Tutta la luce che non vediamo, di Anthony Doerr, è ambientato durante la Seconda guerra mondiale e a capitoli alterni segue la storia di due bambini che hanno visto la loro infanzia distrutta da questi anni bui. In Francia troviamo Marie-Laure, rimasta orfana di madre e affetta da una malattia degenerativa che l’ha resa cieca. Con lo scoppio della guerra è costretta ad abbandonare Parigi per rifugiarsi con il padre a Saint-Malo, una delle città testimoni dello sbarco in Normandia. Werner, invece, è un orfano che cresce sotto l’egida della Germania nazista e la cui salvezza sarà la passione per le radio, grazia alla quale riuscirà a entrare nella prestigiosa scuola di formazione della gioventù hitleriana ed essere poi ingaggiato per intercettare e decifrare le comunicazioni nemiche.

Nel buio che li circonda, entrambi trovano una luce da seguire: per Marie-Laure la luce è custodita nei libri scritti in braille, attraverso i quali può vivere entusiasmanti avventure e vedere le meraviglie della natura, non per niente il suo romanzo preferito è proprio Ventimila leghe sotto i mari; la luce di Werner è invece costituita dalle onde elettromagnetiche, che tramite la radio gli consentono di sintonizzarsi su canali che trasmettono musica o programmi per bambini che svelano le meraviglie della scienza.

Le vicende dei due ragazzi proseguono parallele per quasi tutto il libro per incrociarsi soltanto verso la fine e sui loro destini avrà un ruolo determinante una pietra preziosa, chiamata il Mare di fiamma, portatrice di una maledizione: il possessore è magicamente protetto contro la morte, che però colpisce precocemente tutti coloro che lo circondano.

A parte questo dettaglio fantastico, forse un po’ forzato, il resto del libro unisce il realismo a una scrittura estremamente scorrevole, nonostante gli innumerevoli elenchi di fossili e altre meraviglie custodite nel museo di storia naturale in cui lavora il padre di Marie-Laure, o i dettagli più tecnici sul mondo delle radio. Io l’ho letto in un soffio, aiutata anche dal fatto che i capitoli sono piuttosto brevi e l’alternarsi delle due storie crea una certa dose di suspense che non si vede l’ora di colmare proseguendo nella lettura. Mi sono affezionata molto ai due protagonisti, ma anche agli altri ragazzi che fanno la loro comparsa nella vita di Werner. È un romanzo che parla di guerra mettendo in primo piano quelle che sono state vittime innocenti, sia da una parte che dall’altra. E ci ricorda che, anche se non la possiamo vedere, la luce esiste e aspetta soltanto di essere trovata.

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7 pensieri riguardo “Il buio oltre la siepe vs Tutta la luce che non vediamo | #dialogotralibri

  1. L’idea del “dialogo tra libri” è molto interessante. La tua scelta è decisamente non scontata (per esempio, io avrei associato “Il buio oltre la siepe” a un romanzo “più scontato” come “In fondo alla palude”).
    Spero che regalerai ai tuoi lettori altri affascinanti #dialoghitralibri :).

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    1. Ciao, grazie per essere passata e per i complimenti 🙂
      Devo dire che mi è piaciuto molto scrivere questo articolo e ho già scovato la prossima coppia 🙂
      Non conoscevo “In fondo alla palude”, ma sono andata a leggerne la trama e in effetti noto parecchie similitudini. Grazie per avermelo fatto scoprire!

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  2. Ero in ferie e ho visto solo ora questo articolo. Intanto ti ringrazio moltissimo per aver partecipato a #dialogotralibri e la tua scelta mi è piaciuta moltissimo. Amo il buio oltre la siepe . Non conoscevo invece Tutta la luce che non vediamo ma lo ho subito inserito in wish list .
    L’abbinamento è perfetto . Grazie ancora e spero parteciperai con altri titoli! Buona giornata!

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    1. Grazie mille a te per il commento! Lieta di averti fatto conoscere qualcosa di nuovo. 😊 Non sono ancora molto pratica di come funzionano i link ad articoli di altri blog, ma speravo ti fosse arrivata la notifica.
      Ho già in mente il prossimo abbinamento e spero di vederne presto di nuovi anche sul tuo blog!

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    1. Sono sempre felice di far scoprire nuovi libri, ho deciso di aprire il blog anche per questo 🙂
      “Tutta la luce che non vediamo” a me è piaciuto molto, lo consiglio indubbiamente. Anche se come sempre poi molto dipende dai gusti.

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