Harry Potter e l’Ordine della Fenice | Recensione

Sono finalmente riuscita a produrre la recensione di Harry Potter e l’Ordine della Fenice. Nonostante lo abbia finito un mese fa e fosse la seconda lettura, avevo comunque bisogno di tempo per metabolizzare il tutto e mettere i pensieri su carta con ordine. Ed eccola a voi! Preparatevi perché è piuttosto lunga!

Saltiamo a piè pari la trama, tanto bene o male ormai tutti la conoscono a grandi linee, e passiamo subito alle osservazioni, che ho scritto cercando come sempre di evitare grandi spoiler. Ma in alcuni casi potrei essere scesa un po’ più nel particolare, quindi procedete con attenzione.

Harry Potter and the Order of the Phoenix

Volume preferito?

Innanzitutto, al momento sono combattuta su quale sia il mio volume preferito, perché questo se la batte bene con Il prigioniero di Azkaban. I patronus, Remus, Sirius, la Mappa dei Malandrini e tutte le altre novità, beh sono tutte cose che ti segnano. L’Ordine della Fenice in compenso è molto più lungo, di conseguenza ci sono molti più avvenimenti, descritti e scandagliati in maniera ancor più approfondita. E io ho un debole per libri di questo genere.

Adolescenza e genitori

harryIn questo capitolo dalle tinte fosche, Harry ha raggiunto la fase del tipico adolescente isterico. Lui si sente già grande, gli altri lo considerano ancora un bambino che deve essere protetto. Non sopporta che gli vengano dati ordini (tipo “non allontanarti da casa dei Dursley”), di avere una scorta (insomma, è stato lui, mica gli altri, a vedersela sempre da solo contro Voldemort; non si fidano ancora delle sue capacità?) e di non essere messo al corrente sulle attività dell’Ordine e gli ultimi movimenti di Tu-Sai-Chi. E così ce lo ritroviamo pieno di frustrazione a urlare in faccia ai poveri Hermione e Ron. O a provare invidia quando il suo migliore amico, e non lui, viene nominato Prefetto.

Ma l’altra faccia della medaglia è un Harry smarrito, che sente la mancanza di una guida. In questo volume, infatti, uno dei temi principali che ho riscontrato è quello delle figure genitoriali.

Silente (2)Silente è quella principale, in quanto è stato al fianco di Harry fin da quando è diventato orfano e poi durante i suoi anni a Hogwarts, in modo discreto, ma sempre pronto a sostenere il nostro protagonista quando ne aveva bisogno. Ora, invece, Silente non lo guarda mai negli occhi e sembra fare di tutto per evitarlo. Harry giustamente non capisce, e più desidera il suo supporto, più sviluppa nei suoi confronti una specie di odio che lo porta a non fidarsi più completamente di lui.

Sirius (2)Poi abbiamo Sirius, che somiglia allo zio scavezzacollo sempre in cerca di avventure e che, in quanto tale, diventa un mito agli occhi di un ragazzo. Quando si tratta di compiere una scelta, Harry spera sempre di non deluderlo, è alla ricerca costante della sua approvazione e vuole essere all’altezza del padre. Harry vorrebbe confrontarsi costantemente con lui, ma i canali di comunicazione a Hogwarts sono controllati e per i due è difficile sentirsi. E questo non fa che acuire il senso di isolamento di Sirius, costretto a stare tutto il giorno rinchiuso e nascosto dal mondo, e a tenere a freno la voglia di combattere attivamente per l’Ordine.

Non possiamo non nominare Hagrid, l’amico più grande a cui chiedere consiglio nei momenti di difficoltà e con cui sfogarsi davanti a una bella tazza di tè fumante. Il fatto di non trovarlo tra i professori a inizio anno, sperduto in chissà quale missione, è un duro colpo per il nostro trio.

Per la componente materna, invece, abbiamo Molly Weasley. La madre di Ron, infatti, lo considera come un figlio a tutti gli effetti (tristissima la scena in cui la donna cerca di neutralizzare il molliccio; sapendo già cosa accadrà ne I doni della Morte ero in una valle di lacrime). Harry si sente sempre a casa presso la Tana ed è felice delle attenzioni che gli vengono riservate. Ma non essendo Molly sua madre, ne rifiuta l’autorità quando questa porrebbe ostacolare i suoi comportamenti più ribelli.

genitoriMa i conti vanno anche fatti con il passato, con i veri genitori. Harry, che aveva sempre considerato il padre come un eroe senza macchia, scopre per caso com’era davvero quando aveva la sua stessa età e, diciamo, non regge il colpo. Questo ci ricorda che anche noi conosciamo solo una parte dei nostri genitori, anche quando sono presenti tutti i giorni nelle nostre vite e non solo attraverso i racconti di chi li aveva conosciuti. Com’erano prima che nascessimo? Cosa facevano alla nostra età? Quante sono le cose che non sappiamo sul loro passato?

Personaggi vari

HermioneHermione è il mio personaggio preferito in assoluto. È super organizzata nello studio e riesce a prendere ottimi voti pur avendo tempo di fare anche un po’ di vita sociale. Si impegna per cause sociali, come la liberazione degli elfi domestici, e prende seriamente il suo ruolo di Prefetto, non esitando a riprendere aspramente Fred e George quando vogliono provare i loro nuovi prodotti sugli studenti del primo anno. Senza dimenticarsi mai di badare ai suoi due amici “incapaci“, che se lasciati da soli non passerebbero mai gli esami e sarebbero addirittura morti già dal primo libro.
È lei che per prima si oppone alla Umbridge, sia quando vuole esprimere disaccordo con i suoi principi durante la prima lezione, sia quando legge tutti i capitoli del libro in modo che l’insegnante sia costretta ad ascoltarla. E soprattutto è lei che ha l’idea di organizzare una classe segreta di Difesa contro le Arti Oscure per fare davvero pratica: una sfida aperta alla Umbridge, secondo la quale è sufficiente leggere la teoria perché tanto non ci sono pericoli imminenti. In questo modo dà anche un po’ più di fiducia a Harry, scelto come insegnante. All’inizio, infatti, si considerava inadeguato, sapendo che gran parte delle sue vittorie contro Voldemort dipendevano dal fattore fortuna, dato che lui non disponeva di un piano di azione ma agiva per pura improvvisazione.

LunaMa anche Hermione non può essere perfetta, perché nessuno lo è. Il suo tallone d’Achille sono i pregiudizi nei confronti di Luna Lovegood, questa ragazza dall’aria un po’ trasognata, che parla di creature di dubbia esistenza e che in qualunque situazione è sempre perfettamente calma. È un personaggio adorabile.

 

RonNei confronti di Ron ho sempre sentimenti contrastanti. Cioè, è perfetto per il suo personaggio e come migliore amico di Harry, ma spesso mi sembra solo un ragazzino scemotto, ottuso e superficiale, con delle uscite proprio poco intelligenti. Forse è giusto che sia così, in modo da apprezzarne la crescita. In realtà mi fa molta pena per il fatto che viene sempre per ultimo dopo tutti: i fratelli in famiglia, a scuola, e anche dopo l’intelligentissima Hermione e l’eroico Harry. È abituato a vivere nell’ombra ed ero sinceramente contenta quando ha ricevuto la nomina di Prefetto. Anche se le sue idee su tale ruolo erano leggermente diverse da quelle di Hermione. Tutta questa situazione non ha fatto che contribuire a minare la sua autostima e lo si vede benissimo quando entra a far parte della squadra di Quiddich come portiere. Però sicuramente è una persona leale che tira fuori il coraggio quando serve: non lascerebbe mai i suoi amici in difficoltà, non esista mai a seguire Harry in qualsiasi missione pericolosa stiano per affrontare, perché solo l’unione fa la forza.

GinnyGinny in questo quinto libro si è conquistata il suo spazio. L’abbiamo vista prima come una bambina che saluta tutti i fratelli in partenza per Hogwarts e poi come una ragazzina insicura che si è lasciata raggirare da Tom Riddle. Quindi l’abbiamo persa di vista per ritrovarla come una ragazza dal carattere forte, che non ha paura di esprimere le sue idee, entrare a far parte della squadra di Quiddich, unirsi all’Esercito di Silente, avere le sue storie con altri ragazzi della scuola e, infine, affrontare per la prima volta situazioni davvero pericolose.

 

UmbridgeDolores Umbridge è un cattivo d’eccezione. Io amo il suo personaggio, il ridicolo di cui la ricopre la Rowling parola dopo parola. È una persona insignificante che non viene presa sul serio da nessuno, a nulla valgono i vari decreti ministeriali. E io ridevo, ridevo e ridevo, non vedevo l’ora che comparisse sulla scena per godermi i passaggi che la vedevano protagonista. Nonostante porti un regime totalitario e di terrore nella scuola, la lettura non si fa affatto pesante grazie alla sua particolare caratterizzazione.

Abbastanza insopportabile è anche Cho Chang, la ragazza per la quale Harry si è preso una cotta, non si sa esattamente bene perché. La loro relazione mi è sembrata un po’ forzata. Mi dispiace sinceramente per la sua situazione, la morte di Cedric rappresenta senza dubbio una ferita enorme per lei, ci credo che pianga costantemente. Ma non può prendere Harry come psicologo e parlare della morte dell’ex-cercatore Tassorosso ogni volta che si vedono. Se ti interessa Harry, cerca di pensare al presente o al vostro prossimo futuro insieme. Comunque vedere Harry alle prese con le relazioni sentimentali fa cadere le braccia, è un totale ingenuo!

PitonNominiamo di straforo anche Piton, che tutti osannano data la verità che si cela dietro le sue azioni. E Il principe mezzosangue dovrebbe contribuire a farmi stare più simpatico questo personaggio. In quanto personaggio è anche questa volta riuscitissimo, la Rowling non manca mai il segno, e apprezzo davvero tanto le scene in cui è presente. Però non mi potete dire che è un bravo insegnante. I favoritismi verso Malfoy e casa Serpeverde, il modo in cui tratta Harry (sia a Pozioni che durante le lezioni di Occlumanzia) e soprattutto Neville sono assolutamente inaccettabili. Si tratta di vero e proprio bullissmo da parte di un professore nei confronti dei suoi alunni.

Mi è piaciuto davvero tanto, invece, Firenze, il centauro che alla fine dell’anno prende la cattedra di Divinazione. Le lezioni nell’aula trasformata in foresta hanno un tocco mistico. E ci insegnano che la vera conoscenza, il sapere e il futuro sono assolutamente inafferrabili, qualunque cosa si faccia per ottenerli.

Mondo in espansione

Se notate, con ogni capitolo di Harry Potter si espande anche il mondo magico. Nel primo avevamo principalmente Hogwarts e la Foresta Proibita; nel secondo abbiamo scoperto la Tana, la Camera dei Segreti; nel terzo giriamo con il Nottetempo, finiamo in albergo, esploriamo Hogsmeade e scopriamo i segreti del Platano Picchiatore; nel quarto i confini si espandono addirittura oltre i confini inglesi e facciamo la conoscenza di maghi e streghe provenienti da altre scuole.

Questa volta abbiamo Grimmauld Place (la base dell’Ordine), il Ministero della Magia e il San Mugo (l’ospedale dei maghi, dove incontreremo anche un vecchio amico). Tutti sono descritti nel dettaglio, sia per quanto riguarda la funzione della struttura, e ogni particolare presentato sulla pagina ha il suo specifico perché. Mi piace davvero tanto questa idea di un mondo che si espande poco a poco. Chissà dove ci porteranno gli ultimi due volumi. E comunque io ogni volta non posso che stupirmi di fronte alla grande immaginazione della Rowling.

Morte

Parliamo della morte. Ne Il Calice di Fuoco avevamo capito che stavamo lasciando il bellissimo mondo magico idilliaco che conoscevamo (dove ok che Voldemort tentava sempre di uccidere Harry a fine anno, ma tutto sommato l’atmosfera era abbastanza spensierata); dopo la morte di Cedric tutti sanno che la morte è davvero dietro l’angolo. Morirà qualcuno di davvero importante, in maniera anche alquanto inaspettata. Un momento, e non c’è più. E verso la fine del libro Harry ha un’interessante conversazione con Nick Quasi-Senza-Testa. Sapendo dell’esistenza dei fantasmi, Harry spera di poter riavere in qualche modo accanto a sé questa persona, e tocca a Nick spiegare che lui ha scelto questa vita a metà (di cui non è poi davvero soddisfatto) perché ha avuto paura del dopo. Mentre altri scelgono di andare avanti, verso qualunque cosa ci aspetti una volta che il nostro corpo muore. I temi che comunque erano già presenti fin dai primi libri acquisiscono più sfumature, si approfondiscono e usano un linguaggio che si evolve di pari passo con l’età dei lettori.

ThestralsI Thestral, i cavalli alati che trainano le carrozze su cui gli studenti scesi dal treno giungono al castello, sono il simbolo principale della morte: li può vedere solo chi ha visto un’altra persona morire. Un tempo considerati portatori di sventure, in realtà non fanno male a nessuno e interagiscono bene con gli umani.

Finale adrenalinico

Vogliamo parlare del finale? Totalmente inaspettato, diverso da tutti gli altri. Chi ancora deve leggere il libro è meglio che salti la parte racchiusa tra asterischi.

**Per la prima volta Harry fallisce nella sua battaglia contro Voldemort. Senza l’aiuto di Silente non ce l’avrebbe mai fatta. Non è l’eroe che credeva di essere. Anzi, la sua propensione ad agire come tale ha provocato l’irreparabile. E alla fine scoprirà anche di dover portare un peso enorme, per via di una profezia che lega in maniera indissolubile la sua vita a quella di Voldemort.**

 

So di aver tralasciato molti altri aspetti e personaggi, ne avrei da parlare per giorni, ma era necessario operare una scelta. Spero che la lettura vi abbia interessato, alla prossima!

6 pensieri riguardo “Harry Potter e l’Ordine della Fenice | Recensione

    1. Anche io non riuscivo a metterlo giù e proprio per questo motivo ho deciso di leggerlo una seconda volta prima procedere con il volume successivo. Avevo bisogno di assaporare con calma ogni singola pagina!
      Eh, Sirius è sempre una ferita aperta 😦

      "Mi piace"

  1. “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” è il volume più triste della saga, a mio parere. Tu hai centrato benissimo il punto parlando del rapporto con le figure genitoriali durante l’adolescenza, un tema che pervade l’intero libro… Da ragazzina non capivo quanto Harry quindicenne, in realtà, sentisse la mancanza di una guida, proprio perché lui sembrava convinto di potersela cavare da solo (perlomeno in alcuni casi); adesso è così chiaro, invece!
    Sono d’accordo più o meno con tutto quello che hai detto, anche se la Umbridge mi fa ridere solo quando deve vedersela con i Fuochi Forsennati Weasley, la Palude di Fred e George, eccetera… Per il resto, la trovo davvero detestabile e odio il modo in cui ha punito Harry! Su Ron ho un giudizio un po’ meno severo del tuo, così come su Cho Chang (sulla quale ho scritto un articolo, se ti può interessare). Comunque, ottima recensione! È sempre bello trovare “potteriani/e” in giro 🙂

    Piace a 1 persona

  2. Grazie per il tuo commento! 🙂
    La riflessione sui genitori me l’hanno scatenata in particolare le scene con Silente. I continui tentativi di Harry di cercare il suo sguardo e il disperato bisogno di ricevere le attenzioni a cui era stato abituato mi facevano piangere il cuore. E da lì poi è venuto tutto il resto.
    La Umbridge in quanto persona la detesto con tutte le mie forze anche io, non gliene faccio passare una e ha avuto la fine che si meritava. Non vorrei mai averci nulla a che fare. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene, ma quello che mi fa “ridere” è il contrasto che si genera tra quello che lei crede di essere e le parole usate per descriverla che rivelano chi è davvero, coprendola di ridicolo riga dopo riga. Però magari è una cosa strana che succede solo nella mia testa!
    Per Ron ammetto che mi sento un po’ in colpa XD Come ho scritto, si tratta di sentimenti contrastanti che ancora non riesco a definire in modo preciso. Però gli voglio certamente bene e credo che non potrebbero esistere i libri di Harry Potter senza di lui. E sono sicura che arrivata all’ultimo libro il quadro si farà più completo. Forse da questo articolo non si capisce bene (l’ho detto da altre parti), ma è la prima volta che sto leggendo la saga. So a grandi linee cosa accadrà nei capitoli successivi (leggi: chi muore) perché all’epoca avevo visto i film, ma per il resto non ricordo molto, quindi è tutto una scoperta per me 🙂
    Su Cho Chang ho sempre letto tantissime critiche e odio gratuito che non condivido affatto. Non volevo far passare questo messaggio e infatti ho messo in chiaro che mi dispiace tantissimo per lei. Ci vuole molta forza per affrontare quello che il destino le ha riservato e non biasimo i suoi sentimenti. Però non so, è un personaggio che alla fin fine non è riuscito a lasciarmi più di tanto e ammetto che preferivo quando non entrava in scena, più che altro perché mi sembrava sempre tutto un po’ forzato. Ma andrò sicuramente a leggere il tuo articolo e grazie ancora per il tuo pensiero, è sempre bello scambiarsi opinioni 🙂

    Piace a 1 persona

    1. In effetti, J.K. Rowling è brava a farci intuire che la Umbridge, senza la propria posizione al Ministero e l’appoggio del Ministro in persona, non sarebbe proprio nessuno… Di certo non è una strega particolarmente dotata 😀

      Penso che leggere i libri dopo aver visto i film sia una meravigliosa operazione di “riscoperta”: ritrovi i personaggi che hai amato – oppure odiato – nella versione cinematografica, ma ne scopri nuove sfumature e nuovi aspetti, mentre l’affresco della trama diventa più “colorato”, quindi maggiormente dettagliato, svelando una trama più complessa e profonda. Perciò buona riscoperta a te 🙂

      P.S. Ho visto che hai commentato il mio articolo su Cho… Vado a leggere!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...