L’incubo di Hill House | Recensione spoiler free

L'incubo di Hill House_spoiler free.pngQuesto libro si intrufolato tra le mie letture piano piano, facendo la sua comparsa in vari video di booktuber che seguo e affascinandomi ogni volta un po’ di più. A dir la verità, alla fine ho acquistato il libro sapendone pochissimo, perché parlarne senza fare spoiler, senza rivelare dettagli che potrebbero rovinare l’esperienza è davvero difficile. Ma dato che io ho voglia di chiacchierare un po’, ho deciso di dedicare a questo romanzo due recensioni: la prima, questa, senza spoiler per rivolgermi a chi ancora non ha avuto il piacere di incontrare questo libro, e un’altra in cui parlo (o sparlo) senza limitazione per tutti gli altri.

Come accennavo, ho acquistato questo libro un po’ a scatola chiusa. A convincermi è stato un mix di elementi che, avevo capito, caratterizzavano il romanzo: atmosfere gotiche, una casa infestata o comunque nota per la presenza di fenomeni paranormali, un horror psicologico. E soprattutto la penna di Shirley Jackson. Io sfrutto tantissimo gli estratti e-book offerti da Amazon: leggere le prime pagine mi fa capire se il libro sembra promettere bene, se è compatibile con i miei gusti o semplicemente con il mood del momento. In questo caso tutto è andato liscio e appena ho potuto mi sono procurata l’edizione cartacea.

L'incubo di Hill House

La vicenda prende avvio da un’idea del professor Montague, che decide di affittare e studiare Hill House alla ricerca di fenomeni paranormali, in compagnia di altri tre ospiti: Luke Sanderson (un membro della famiglia proprietaria dell’edificio), Theodora e basta (una giovane donna finemente educata, ma molto alla mano e impavida) ed Eleanor Vance (trentaduenne che sta cercando di riprendere in mano i fili della sua vita dopo averla passata al capezzale della madre invalida, prima, e agli ordini della sorella, poi).

Un avviso, però, è doveroso. Ho letto di tante recensioni i cui autori affermavano di essere rimasti delusi, perché in sostanza “non accade nulla”: i jumpscare sono totalmente assenti, la prima parte del libro è occupata dal viaggio che Eleanor compie per raggiungere Hill House e i primi fenomeni inquietanti fanno la loro apparizione solo giunti a metà romanzo, mentre i nostri personaggi sembrano più che altro villeggianti che si riuniscono a pranzo e a cena, trascorrendo le ore tra chiacchiere e partite a scacchi. L’unica azione concreta che intraprendono nei confronti della casa è cercare di studiare un certo punto, davanti alla famosa “camera delle bambine”, da cui inspiegabilmente si origina una corrente verticale di aria fredda.

Io stessa durante la lettura mi chiedevo quale fosse il piano del professore. Pensavo che ci sarebbero stati esperimenti, rilevamenti in varie zone della casa, dentro e fuori; per poi capire che tutto ciò sarebbe stato inutile. Luke, Thea ed Eleanor sono stati scelti per la loro predisposizione a recepire fenomeni paranormali, non ha senso mettersi attivamente alla ricerca di essi, sarà la casa stessa a mostrarsi loro quando lo riterrà opportuno.

Errore ancora più grave è convincersi che il focus dell’attenzione sia Hill House. In realtà, insieme alla casa Eleanor è la vera protagonista di questa vicenda, narrata proprio dal suo punto di vista. Ma possiamo davvero fidarci delle sue parole? Hill House rappresenta per Eleanor una rivalsa, un’occasione per sfuggire a un passato e a una famiglia opprimenti e andare finalmente alla ricerca di se stessa. Nonostante si tratti di una donna di trentadue anni, ho trovato i suoi atteggiamenti, discorsi e pensieri decisamente infantili, il che può portare a sviluppare una certa irritazione nei suoi confronti; ma questo non significa che mi abbia reso odioso il personaggio, anzi, ho presto capito che faceva tutto parte di un quadro più ampio.

Procedendo nella lettura, si viene a conoscenza delle origini della casa e della macabra storia che ha contribuito a creare l’aurea che la circonda. Ci si avventura nei suoi meandri, sentendosi schiacciati da una prospettiva che gioca a ingannare il visitatore/lettore, il quale si perde nel labirinto di stanze, con la strana sensazione di avere sempre una presenza che incombe alle spalle. Infine, si presentano i primi eventi inspiegabili, con effetti diversi sui nostri protagonisti. L’ansia e l’angoscia si fanno palpabili, serpeggiano tra le righe così come quel qualcosa che fa piegare i fili d’erba intorno a Eleanor, benché non soffi un alito di vento. L’arrivo di altri due inquilini causerà il precipitare degli eventi, in contrapposizione alla lentezza della prima parte. Il finale è volutamente aperto, ma non è difficile ricavarne varie interpretazioni.

Il mio consiglio è di affrontare la lettura abbandonando qualsiasi tipo di aspettativa, per lasciarsi stregare dalla misteriosa Hill House.

Se volete leggerne un estratto, lo trovate qui.

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9 pensieri riguardo “L’incubo di Hill House | Recensione spoiler free

  1. Questo è un romanzo che mi incuriosisce moltissimo: ho già letto Abbiamo sempre vissuto nel castello sempre della stessa autrice e mi è piaciuto davvero tanto, trovo che abbia uno stile unico e fantastico! Ottima recensione e bella l’idea di farne due diverse; quando finirò il romanzo mi leggo anche l’altra!

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    1. Io anche devo approfondirla e potrei continuare proprio con “Abbiamo sempre vissuto nel castello”! Tento sempre di parlare di libri senza fare spoiler, ma in questo caso avevo il bisogno di sfogarmi nell’interpretazione che ne ho dato, e così la recensione si è sdoppiata 🙂

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  2. Ho letto pure io questo bel romanzo e da lì è nato il mio amore per la sua autrice: di Shirley Jackson ho infatti letto pure “Lizzie” e “Abbiamo sempre vissuto nel castello”, libri fra loro diversi ma entrambi perturbanti, inclassificabili come, per me, lo è anche “L’incubo di Hill House”

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