5 libri… per l’inverno

5 libri inverno.pngCi siamo, ce l’abbiamo fatta, anche quest’anno siamo riusciti ad approdare all’inverno. Benvenuto. Come già detto in passato, queste stagioni fredde non fanno per me, ma diamo lo stesso un caloroso benvenuto all’inverno nella speranza che ci faccia uscire da questa infinita stagione delle piogge e soprattutto perché ciò significa che ormai mancano “solo” 6 mesi all’estate! Gioia e gaudio. Ah, sì, e poi c’è anche Natale. Non ci posso far niente, a me tutte le luci e decorazioni mettono allegria.
Ma siamo qui per parlare di libri, giusto? E allora ecco qua cinque titoli che potranno aiutarvi a superare questi freddi mesi.

Schiaccianoci e il Re dei topi, di E.T.A Hoffman

Schiaccianoci e il Re dei topi

Partiamo con una fiaba di una certa fama, ambientata proprio nel periodo natalizio. Sera della vigilia di Natale: i piccoli Fritz e Marie Stahlbaum scartano i regali e la bambina prende particolarmente a cuore lo schiaccianoci di legno dalle sembianze di un soldato ricevuto in dono dal padrino Drosselmier. Rimasta sveglia fino a notte fonda, Marie diventa testimone di una terribile battaglia che si consuma tra un orribile Re dei topi a sette teste e Schiaccianoci stesso, che rimane ferito. I giorni successivi anche Marie è convalescente e nessuno le crede quando racconta della battaglia. Di giorno ascolta il padrino Drosselmier, l’unico a mostrare di credere alla sua versione dei fatti e che le racconta una curiosa storia che vede coinvolta una famiglia reale umana e una topesca, la noce più dura del mondo e una maledizione che trasforma le persone in schiaccianoci; di notte aiuta il suo Schiaccianoci ad avere la meglio contro il Re a sette teste, per poi compiere un viaggio in un mondo fatato.

Si trattava di uno dei miei libri preferiti da bambina, ma rileggerlo l’anno scorso da adulta mi ha aperto gli occhi su altri significati. Quello a cui assistiamo è uno scontro tra mondo dei bambini e mondo degli adulti, tra immaginazione e realtà, tra chi è aperto a credere senza fatica a qualcosa di straordinario e chi chiude fuori ogni possibilità a riguardo. Nella famiglia di Marie regna l’amore, ma è anche piuttosto rigida e assimilabile a una gabbia, non per nulla il cognome rimanda all’acciaio. Drosselmier è il burattinaio che regge le fila della storia, figura ambigua e inquietante, capace di fare “magie” con i suoi giocattoli meccanici che si muovono da soli, che mette alla prova Marie quando a mezzanotte appare come un avvoltoio in cima all’orologio a pendolo e sembra aizzare l’esercito dei topi contro il povero Schiaccianoci. Al termine della lettura anche voi dovrete scegliere: si è trattato solo di un fantastico sogno o siamo di fronte alla realtà?

In questo periodo dell’anno nei teatri propongono spesso il balletto di Čajkovskij ispirato alla versione rivisitata da Dumas. Se ne avete l’occasione, vi consiglio caldamente di andare a guardarlo!

Fuga dal Natale, di John Grisham

Fuga dal Natale

Non tutti apprezzano così tanto l’atmosfera natalizia e forse non hanno tutti i torti, dato lo stress che spesso accompagna questo periodo. Per loro (ma anche per gli altri) suggerisco quindi questo libro un po’ atipico di Grisham, che di solito si occupa di thriller.

Luther e Nora sono una coppia statunitense che quest’anno proprio non ha voglia di festeggiare il Natale. La figlia ha deciso di partire come volontaria per il Perù e quindi si perde completamente il senso di passare questo giorno in famiglia: meglio investire i soldi che si sarebbero spesi tra cibo, regali e decorazioni per concedersi una bella crociera rigenerante. Purtroppo non è tutto semplice come sembra, la coppia non ha fatto i conti con i dogmi imposti dalla società, che ti condanna senza pietà appena esci fuori dai binari prestabiliti. I vicini in particolare non possono proprio accettare un simile atteggiamento, in quanto perderebbero senza alcun dubbio il concorso che elegge il quartiere meglio decorato. Cosa ne sarà di Luther e Nora? Riusciranno a resistere sulla loro posizione o un imprevisto farà loro cambiare idea?

Come potete capire, siamo di fronte a una critica al consumismo e alla vuota apparenza, in una società come quella americana dove tutto è portato all’esagerazione. Non si può far altro che simpatizzare con i due coniugi perché quello che li circonda non è affatto il vero spirito natalizio e anche io fuggirei direttamente a gambe levate. Ovviamente il tono è quello della commedia, leggero e ironico, con una serie di gag che ti strappano due risate permettendoti di affrontare con più serenità queste giornate.

Notre Dame de Paris, di Victor Hugo

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Superato il Natale e Capodanno abbiamo ancora un’ultima festività che ci consente di trascorrere un giorno tranquillo a casa: l’Epifania. Ma se ci spostiamo nello spazio e nel tempo possiamo traferisci a Parigi, 6 gennaio 1482, il giorno che intersecherà e legherà per sempre i destini della zingara Esmeralda, del campanaro Quasimodo e dell’arcidiacono Frollo. Senza dimenticarci del capitano delle guardie Febo, la sua fidanzata Fiordaliso, il gitano Clopin e il poeta Gringoire. Più una donna che torna dal passato a gettare luce sulle vere origini di Esmeralda e Quasimodo.

Dimenticatevi della versione edulcorata della Disney ne Il gobbo di Notre-Dame (che pure a me piace molto, ha delle canzoni stupende, per non parlare dell’impegno messo dai disegnatori per riprodurre fedelmente la cattedrale) per calarvi in atmosfere gotiche e oscure. Grande spazio introspettivo è riservato a Claude Frollo (che ha anche un fratello!), quest’uomo devoto alla Chiesa e alla scienza dilaniato fra il senso del dovere e la passione che sorge improvvisa, e che lo porterà a compiere azioni deplorevoli (scusatemi, ma io non riesco proprio a capire tutti quelli che dicono “Esmeralda, ma come hai fatto a non scegliere Frollo?”). Dall’altra parte abbiamo Quasimodo, gigantesco ragazzo di 17 anni deforme e sordomuto, vissuto sempre all’ombra della cattedrale di cui è praticamente diventato parte integrante e che ama con tenera dolcezza Esmeralda, la quale invece ha occhi solo per il libertino Febo. Come potersi non commuovere di fronte a tale devozione?

La scrittura di Hugo è come sempre esemplare, capace di scavare a fondo nell’animo umano. Ed è un elogio all’arte e all’architettura, con la celeberrima descrizione aerea dell’Ile de la Cité che zooma poi sui dettagli di Notre-Dame, la vera protagonista di tutta l’opera. Proprio nell’aprile di quest’anno è divampato un incendio che purtroppo ha distrutto la meravigliosa guglia in legno, quindi ci sta più che mai prendere o riprendere in mano questo romanzo. E se vi piacciono i musical, andate a vedere quello di Cocciante, anche trecento volte, perché è sublime. Per forza di cose la storia è un po’ semplificata, ma le musiche e le canzoni ne esprimono tutta l’essenza.

Lungo la via incantata, di William Blacker

Lungo la via incantata

Giuro che abbiamo terminato con le feste. Mi è venuto in mente questo libro non tanto perché sia strettamente collegato all’inverno, ma per alcune descrizioni di inverni rigidi e nevosi dell’Est Europa che vi sono contenute. Lungo la via incantata è un romanzo autobiografico basato sul viaggio compiuto dall’autore dopo la caduta del muro di Berlino in quella parte di Europa rimasta fino ad allora praticamente isolata. Ci si concentra in particolare sulla zona della Romania e della Transilvania, terre abitate da contadini rumeni e zingari tra cui Blacker si trovò tanto bene da decidere di rimanervi, trovandovi anche l’amore.

Questo libro fa decisamente per voi se amate leggere episodi di vita vissuta, addentrarvi in territori rurali dove le giornate trascorrono in base ai ritmi della natura, dove i bisogni e i desideri sono diversi da quelli di una grande città e dove non mancano cerimonie e feste ricche di musica.

Waiting for Unicorns, di Beth Hautala

Waiting for Unicorns

Concludo questa serie di consigli con un altro romanzo per ragazzi, esordio letterario dell’autrice. Mi ci sono imbattuta per un esame all’università, che prevedeva la traduzione di circa 4000/5000 parole di un testo inedito, con tanto di progetto. A conquistarmi, l’ambientazione nelle zone artiche canadesi, le leggende inuit e la figura centrale dei narvali, chiamati “unicorni del mare”.

Talia ha 12 anni e ha già dovuto capire che la vita è anche dolore: sua madre, infatti, è da poco morta di cancro. Il padre è un ricercatore che studia i cetacei e per lavoro deve recarsi qualche mese presso il centro di ricerca di Churchill, a nord del Canada. Per l’occasione decide di portare con se la figlia affidandola a Sura, donna inuit che era molto amica della madre della ragazza. Talia, però, non ha per niente voglia di trasferirsi presso un luogo a lei sconosciuto, piuttosto ostile, e senza amici e per sopravvivere porta con sé il suo barattolo dei desideri. Ogni foglietto lì conservato reca un desiderio non ancora realizzato, il più importante dei quali è incontrare un unicorno a cui chiedere di poter rivedere e salutare un’ultima volta la madre.

Non vi svelo se riesce o no nell’impresa, ma quel che è certo è che questa esperienza cambierà Talia radicalmente: si farà nuovi amici, imparerà ad aprirsi di più con gli altri, ascolterà storie riguardati la madre e recupererà il rapporto con il padre. Il libro è disponibile solo in inglese, ma chi ha già una certa familiarità con la lingua può procedere senza problemi. In inverno, cosa c’è di meglio di una storia ambientata tra i ghiacci che vi scioglierà il cuore?

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2 pensieri riguardo “5 libri… per l’inverno

    1. Grazie! Lo Schiaccianoci è perfetto come lettura breve, si può leggere tranquillamente in un pomeriggio; anche se io consiglio di suddividerlo in 2/3 giorni per far sedimentare quanto letto. E bisogna essere capaci di tornare anche un po’ bambini!
      L’altro l’ho trovato davvero molto tenero.

      Piace a 1 persona

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