Per non dimenticare

Ci tenevo anche io oggi a dare il mio, seppur piccolo, contributo. No, non ho letto nulla di attinente nell’ultimo periodo, le mie letture mi hanno portato per altre strade. Ma per chi volesse trarre ispirazione, ecco un breve elenco di testi che sono passati per le mie mani, permettendomi di approfondire questo buio periodo della nostra storia.

Se questo è un uomo, Primo Levi

Se questo è un uomoIl testo imprescindibile in Italia sull’argomento. Primo Levi, uno dei sopravvissuti che ci ha tramandato il ricordo della deportazione e dei due anni passati nel campo di concentramento di Auschwitz. La neve, il freddo, gli stenti, il duro lavoro, le vessazioni da parte degli ufficiali tedeschi, le condizioni leggermente migliorate grazie alle sue conoscenze di chimica e l’impiego in una fabbrica. Le parole scorrono, una dopo l’altra e il testo di per sé non risulta pesante se non ci si sofferma sui contenuti. Mai parole di accusa e l’unica domanda che sorge spontanea è solo: “perché?”.

La tregua, Primo Levi

La treguaPossiamo considerarlo il seguito del testo precedente. L’Armata Rossa sovietica ha portato la liberazione e i tedeschi sono stati sbaragliati, ma l’inferno non è ancora finito. Il ritorno a casa, attraverso l’Europa dell’Est, è tutt’altro che una passeggiata, ma almeno adesso esiste una flebile speranza in un futuro migliore.

 

 

Diario, Anne Frank

DiarioProbabilmente la prima opera che ho letto sul tema, verso i 10-11 anni. E ben si presta come lettura per ragazzi dato che a parlaci tramite le pagine del suo diario è la giovane tredicenne Anna. Siamo nei Paesi Bassi ormai invasi dall’esercito tedesco, e per sfuggire alle rappresaglie contro gli ebrei si nasconde in un rifugio segreto insieme ai genitori, a un’altra famiglia e un altro signore. Sembrerebbe quasi il racconto di un’avventura se non fosse che è tutto vero, che i buffi episodi di vita in comune nascondano le angosce e i timori di venire scoperti, il continuo sintonizzarsi alla radio per tenersi aggiornati sul quello che succede nel mondo, la paura di quando si sente qualcuno avvicinarsi all’edificio. Purtroppo nel 1944 vengono scoperti e deportati a causa di una soffiata e Anna morirà in un campo di concentramento nel 1945, giusto qualche mese prima della liberazione.

Destinatario sconosciuto, Kressmann Taylor

l055_destinatario_sconosciutoSi tratta di un romanzo epistolare che riporta il breve carteggio tra il tedesco Martin Shulse e il suo vecchio amico e socio in affari Max Eisenstein, ebreo e residente in America. In sole poche pagine è capace di evocare il grande mostro del nazismo, capace di modellare al suo volere anche le persone in cui riponevamo cieca fiducia. Trovate qualche informazione in più qui.

L’amico ritrovato, Fred Uhlman

L'amico ritrovato

Al centro della vicenda l’amicizia tra Hans Swarz, figlio di un medico ebreo, e Konradin von Hohenfels, giovane appartenente all’aristocrazia tedesca. Amicizia che ovviamente si spezzerà successivamente all’ascesa al potere di Hitler. Anche di questo romanzo ne abbiamo già parlato qua.

 

 

Arrivederci ragazzi, Louis Malle

Arrivederci ragazzi

Il romanzo tratto dall’omonimo film che si svolge in un collegio francese nel periodo della Seconda guerra mondiale. Un giorno si uniscono alla classe altri tre bambini, che hanno comportamenti inusuali rispetto ai loro compagni in merito a cibo e preghiere. Sono ebrei che padre Jean ha accettato di nascondere nel tentativo di salvarli dai campi di concentramento mettendo a rischio la sua stessa vita.

 

Ho sognato la cioccolata per anni, Trudi Birger

Ho sognato la cioccolata per anniTorniamo ai memoriali, un libro davvero toccante che ripercorre in prima persona la deportazione dell’autrice, allora sedicenne. Avrebbe forse potuto salvarsi, ma decide di non abbandonare la madre, standole sempre vicino, supportandola e sostituendosi a lei nei lavori più pesanti. Ciò a cui si aggrappa per sopravvivere sono i ricordi dei pomeriggi passati a Francoforte a casa della nonna, tra tè e cioccolate, che spera un giorno di poter gustare di nuovo.

 

Il bambino con il pigiama a righe, John Boyne

Il bambino con il pigiama a righe

Bruno ha 9 anni ed è figlio di un’agiata famiglia tedesca che gode dei favori del Führer, o Furio, come viene da lui chiamato in quanto non riesce a pronunciare bene il nome. La guerra e lo sterminio di un popolo raccontati attraverso gli occhi dell’innocenza, di un bambino che non capisce perché alcune persone debbano stare chiuse dentro un recinto come fossero animali, perché debbano indossare questi strani pigiami a righe e perché, soprattutto, lui non possa essere amico di Samuel, che vive al di là della recinzione.

Il bambino di Noè, Eric Emmanuel Schmitt

Il bambino di noe

Padre Pons è un moderno Noè, che sfrutta la sua posizione per accogliere e nascondere vari bambini ebrei, facendoli passare per cattolici. Impartendo però loro anche studi sulla religione ebraica, in modo che non perdano la propria identità. Il racconto della bellissima amicizia tra l’uomo e Joseph, bambino ebreo di 8 anni che trova la sua arca e un mondo magico in cui sopravvivere, nella speranza di ricongiungersi un giorno con i genitori.

 

Il giardino dei Finzi Contini, Giorgio Bassani

Il giardino dei finzi continiI Finzi-Contini sono una delle più importanti e ricche famiglie di Ferrara, ma sono anche ebrei e di conseguenza subiscono poco per volta le conseguenze delle leggi razziali. In questo romanzo l’antisemitismo non ha i toni brutali che caratterizzano altri libri. Viene semplicemente chiuso fuori, la famiglia reagisce costruendo un proprio mondo all’interno delle mura della tenuta, dove le giornate trascorrono tra chiacchiere, partite a tennis e tentativi di corteggiamento del narratore verso la protagonista Micol. Ma è un chiudere gli occhi su qualcosa che non si può fermare semplicemente facendo finta che non esista, e il destino verrà alla fine a bussare alla porta.

Storia di una ladra di libri, Markus Zusak

Storia di una ladra

Germania, Seconda guerra mondiale. In questo caso il focus è più spostato su come questo periodo della Storia è stato vissuto dalle famiglie tedesche “normali”. Anche loro hanno conosciuto il dolore e anche tra loro si nascondono piccoli eroi. Come l’uomo e la donna che accolgono in casa la piccola Liesel per proteggerla dalle persecuzioni contro la sua famiglia comunista e che arrivano a nascondere in cantina un ebreo pur di salvarlo dallo sterminio.

Train de vie, un treno per vivere, Radu Mihăileanu

Concludo con un film del 1998, che racconta lo sterminio degli ebrei da un’ottica tutta particolare. Su suggerimento del pazzo del villaggio, un gruppo di ebrei decide di tentare la fuga per la salvezza costruendo un treno e simulando una deportazione, con tanto di uomini travestiti da militari nazisti. È ovviamente tutto troppo bello per filare liscio e non mancano discussioni e incomprensioni e il rischio di venire scoperti è dietro l’angolo. Non è un film conosciutissimo, ma lo consiglio davvero con il cuore. Preparatevi però alla scena finale, sarà un vero pugno nello stomaco. Non sono riuscita a trovare un trailer in italiano, ma ecco una scena che secondo me rende bene l’atmosfera e il messaggio di tutto il film.

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