Trilogia Vittoriana | Recensione

Trilogia VittorianaNon fatevi troppo ingannare dal titolo. Se pensate che si tratti di romanzi storici, della storia di una qualche famiglia inglese o di una vicenda d’amore in costume d’epoca, siete lontani anni luce dalla verità. Quella che vi presento oggi è una saga fantascientifica uscita dalla penna dello scrittore spagnolo Félix J. Palma. “Vittoriana” perché ambientata proprio nella Londra dell’Ottocento.

Come l’ho scoperta? Per non perdere l’allenamento (dato che lavoro quasi esclusivamente con l’inglese), ogni tanto vado alla ricerca di romanzi nati e pubblicati in spagnolo. In quel periodo avevo voglia di qualcosa che mi intrattenesse e mi facesse passare le ore in spensieratezza, così quando dalla trama ho letto che si parlava di viaggi nel tempo è scattata subito la scintilla.

Con questa sua opera, Palma vuole omaggiare uno dei più grandi autori del genere fantascientifico, ovvero H.G. Wells. Che da totale ignorante io non avevo mai sentito nominare, ma grazie a un rapido giro su Wikipedia ho potuto colmare le mie lacune. H.G. Wells stesso è uno dei personaggi principali, coinvolto suo malgrado in avventure che vanno al di là di ogni immaginazione, ben lontane ovviamente dal vissuto del vero scrittore. Per di più, in qualche modo la realtà fittizia finisce per intersecarsi strettamente con le vicende narrate nelle sue opere. Ma vediamo meglio nel dettaglio i tre volumi.

La mappa del tempo

La mappa del tempo: il romanzo di riferimento qui è La macchina del tempo. A un anno dalla pubblicazione dell’opera, che ha valso a Wells un ampissimo consenso di pubblico, è sorta a Londra l’agenzia di Viaggi Temporali Murray. Il proprietario è riuscito a creare una macchina del tempo che ogni giorno è in grado di portare i paganti clienti nell’anno 2000, per assistere alla grande battaglia tra umani e robot che determinerà le sorti del mondo. Verità o inganno? La stessa cosa che ci chiediamo quando è H.G. Wells stesso a compiere un viaggio nel tempo, caratterizzato da vari salti temporali fino ai giorni nostri.

la mappa del cielo

La mappa del cielo: l’ispirazione stavolta arriva da La guerra dei mondi. Per conquistare il cuore della giovane Emma Harlow, Montgomery Gilmore deve fare una sola cosa: riprodurre nel centro di Londra l’invasione aliena descritta da Wells nel suo ultimo romanzo, convincendo tutti gli ignari spettatori che si tratti della realtà. A sorpresa, gli alieni arrivano davvero, tali e quali come descritti da Wells, che insieme ai due giovani e un agente speciale di polizia si dovrà dare alla fuga per la sopravvivenza.

El mapa del caos

La mappa del caos: non ancora tradotto in italiano, l’ultimo capitolo trae spunto da L’uomo invisibile. Scopriamo qui dell’esistenza di più universi e mondi paralleli, tutti minacciati dall’avanzare del caos. I continui salti temporali e tra mondi diversi stanno alterando i precari equilibri che ne garantiscono la stabilità: se non si agisce in tempo, tutte queste realtà collasseranno l’una sull’altra provocando la definitiva fine del mondo. A questo pericolo si aggiunge un invisibile assassino che dà costantemente la caccia ai nostri eroi. I protagonisti principali di queste avventure sono sempre Wells e altri personaggi conosciuti in passato. Ma io non sarei così sicura che stiamo parlando esattamente delle stesse persone: senza saperlo potremmo benissimo aver viaggiato a un altro mondo.

Caratteristica dei tre volumi è il fatto di essere a loro volta suddivisi in altrettante 3 storie, più o meno auto-conclusive, ma sempre strettamente legate tra loro. All’inizio può essere un po’ destabilizzante, perché la primissima vicenda sembra avere poco o nulla a che fare con il resto della trama; ma voi non preoccupatevi: procedendo nella lettura metterete insieme tutti i pezzi. Non dimenticatevi inoltre di nessun personaggio: chi prima aveva un ruolo più secondario potrebbe tornare successivamente come principale protagonista.

Altro aspetto a cui è necessario abituarsi è lo stile dell’autore. C’è un narratore che spesso si rivolge direttamente al lettore (ad alcuni questo non piace) e a volte assume un tono un po’ paternalistico, per non parlare di quando ama perdersi in dettagli che danno il via a lunghissime digressioni. Qualcuna a volte annoia un po’, più spesso danno origine ad altre interessanti sottotrame. Non per nulla ciascun volume raggiunge le circa 600-700 pagine. Da notare, inoltre, che H.G. Wells non è l’unico scrittore scomodato: incontrerete anche Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle, Lewis Carroll e tanti altri. Per godervi appieno questo folle viaggio dovete davvero essere disposti a sospendere ogni tipo di incredulità e lasciare che l’immaginazione prenda il sopravvento e liberi tutta la sua potenza. Non manca mai, inoltre, una punta di umorismo che vi regalerà non pochi sorrisi.

Come scrivevo più sopra, purtroppo il grande problema per l’Italia è la mancanza della traduzione dell’ultimo volume. Facendo una ricerca su Internet ho però scoperto che è disponibile in inglese, nel caso vi sentiate più a vostro agio con questa lingua rispetto allo spagnolo.

Spero di avervi incuriosito abbastanza! Io mi sono molto divertita con questa saga, che mi ha per l’appunto consentito di scoprire anche parte di letteratura a me sconosciuta. Se volete approfondire le vere opere di H.G. Wells, Maria de La finestra condivisa ha da poco pubblicato una bellissima recensione proprio su La macchina del tempo.

Ai prossimi viaggi letterari!

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9 pensieri riguardo “Trilogia Vittoriana | Recensione

    1. Purtroppo non ho (ancora) metro di paragone, quindi posso solo sperare che rientri anche nei gusti dei più appassionati del genere. Sarò felice di conoscere la tua opinione se deciderai di avventurarti in questa lettura 🙂
      Facendo un bilancio, per me il primo volume è forse il terzo per gradimento in classifica, quindi il mio consiglio è cercare di proseguire almeno fino al secondo per un giudizio più completo!

      Piace a 2 people

    1. Eh, purtroppo pare che sul mercato italiano le vendite non siano andate troppo bene e non si sono spesi per portare a termine la traduzione. Per me è un gran peccato, e ovviamente genera parecchia frustrazione nei lettori che si erano appassionati a una saga e magari non hanno modo di recuperarla in lingua originale. In realtà non leggo tantissime saghe, ma ormai prima di iniziarle mi preoccupo sempre di controllare che tutti i titoli siano disponibili, e soprattutto che l’autore o autrice abbia per lo meno finito di scriverli in lingua originale (ogni riferimento a Martin è puramente casuale, ormai con lui ho perso le speranze 😂).

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  1. Questo tuo articolo mi ha incuriosito ancora di più 😍 sicuramente a breve prenderò in prestito in biblioteca il primo volume! Mi piacerebbe poi leggere gli altri due romanzi di Wells e poi affrontare il seguito di questa saga. Giusto per capire meglio l’ispirazione ☺️ sono davvero contenta che grazie ai nostri blog possiamo scambiarci interessanti consigli di lettura . Grazie mille per aver citato anche il mio articolo, troppo gentile ☺️

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