Frankenstein o il moderno Prometeo | Recensione

FrankensteinFrankenstein di Mary Shelley rientra tra quei classici di cui si pensa di sapere tutto, avendone sempre sentito parlare, e che di conseguenza non si legge mai. Ma un bel giorno ho ritenuto fosse d’obbligo porre rimedio a questa lacuna, soprattutto perché nella mia mente Frankenstein era la controparte di Dracula, e pertanto non potevo lasciare a metà questa “impresa di recupero”. Speravo soltanto di non ricevere un’altra delusione.

Per la verità, le aspettative sono state ben presto disattese, per dare inizio a un viaggio dall’esito più che positivo. Ma partiamo dal principio! All’epoca (lo abbiamo capito) andavano molto di moda i romanzi epistolari e questo non fa eccezione, o quasi. Per essere più precisi la struttura ricorda molto le scatole cinesi, con tre livelli di narrazione. Abbiamo le lettere che Robert Walton scrive alla sorella dal Polo Nord, all’interno delle quali si inserisce il racconto in prima persona del dottor Victor Frankenstein. Da quest’ultimo viene poi riportato un lungo dialogo avvenuto tra il dottore e il “mostro” stesso, che a sua volta ci narra come ha vissuto a partire dalla fuga seguita al suo risveglio. Sarà merito del dinamismo che Mary Shelley è riuscita a creare? O della caratterizzazione di tutti i personaggi? Sta di fatto che stavolta non mi sono assolutamente annoiata, non vedevo anzi l’ora di voltare pagina e scoprire cosa sarebbe successo. Ho sì potuto confrontarmi a tu per tu con la creatura, ma anche la vita di Frankenstein ha parecchio fascino. Vogliamo poi parlare delle ambientazioni? Tra le mie preferite quelle al Polo Nord del tempo “presente” e quelle tra le Alpi svizzere testimoni dell’incontro tra creatore e creazione.

Frankenstein

In cosa, però, non mi sono ritrovata? A scuola si studiava di come la cattiveria della creatura fosse dovuta alla società, che lo rifiutava semplicemente per la sua bruttezza e diversità, e veniva quindi naturale prendere le parti del “mostro”. Eppure, più procedevo nella lettura, più mi accorgevo di non riuscire a empatizzare del tutto con lui, mi sembrava che la paura degli essere umani fosse in parte legittima (sono solo io a pensarlo?). Una delle scene a mio parere più belle è quella in cui la creatura tenta un primo approccio al genere umano, scegliendo un anziano signore, cieco, per non spaventarlo con il proprio aspetto e farsi apprezzare per quello che si nasconde sotto la superficie. Purtroppo la situazione degenera quando i figli dell’uomo rientrano prima del previsto e scacciano il mostro temendo, giustamente, per la vita del padre. Non avreste avuto paura anche voi? Peccato che la reazione della creatura sia leggermente eccessiva. Ok, anche il dottor Frankenstein è un po’ tonto e non esente da critiche. Si spaventa improvvisamente per qualcosa che ha avuto sotto gli occhi per mesi e lascia che il mostro scappi senza curarsi delle conseguenze. Ma sì, liberamoci di quest’incubo il prima possibile! Però, al vedere come viene sterminata la propria famiglia, è più che naturale che anche il dottore abbia paura e cerchi di fare il possibile per proteggere se stesso e le persone a lui care.

Il punto è che la creatura mi è sembrata troppo razionale. Le sue due metà non si conciliano: è talmente intelligente da acculturarsi da solo ascoltando le persone parlare e leggendo libri, eppure continua a uccidere proprio per odio? Ci sta che all’inizio non sapesse governare le sue emozioni, ma poi diventa un vero e proprio ricatto: chiede una “moglie” uguale a lui da cui potersi sentire amato, altrimenti non lascerà mai in pace gli altri. Avrei provato tutta la comprensione del mondo nei suoi confronti se questa malvagità fosse stata puramente istintiva; invece rimane fin troppo lucido e consapevole di sé, molto simile a un freddo sicario (sono rimasta agghiacciata dalla sua proposta “o mi crei una compagna, o sterminerò tutta la tua famiglia”).

Ma, in fin dei conti, è difficile se non impossibile dire chi ha ragione e chi ha torto, non c’è un giusto e uno sbagliato: la vita è fatta esattamente di complessità. E il merito di questo romanzo è saper scatenare una lunga serie di domande e riflessioni su una grande varietà di temi: il lavoro, lo studio, la scienza, l’etica e la morale, l’importanza o meno delle apparenze. Imprescindibile è poi leggere la prefazione della stessa Mary Shelley. Ho così scoperto che nello scrivere questo romanzo (per molti versi imperfetto secondo la critica, ma pur sempre un capolavoro), Mary ha trasposto anche la sua più grande paura: quella di diventare una madre incapace di crescere un figlio, di trascurarlo, abbandonarlo, venir meno ai suoi doveri di educatrice e creare un pericolo per la società. Mi hanno molto colpito questi pensieri, dovevano crearle davvero molta ansia e mi è spiaciuto molto per lei.

Infine, se si legge il titolo completo Frankenstein, o il moderno Prometeo, si capisce come la figura del dottore venga accostata a Prometeo, appunto. Come quest’ultimo è stato punito da Zeus per aver rubato il fuoco da donare agli uomini, così Frankenstein viene punito per essersi voluto sostituire a dio ricorrendo alla scienza. Rimanendo sempre in campo di metafore religiose, all’interno del libro si cita anche Paradise Lost di Milton, accostando Frankenstein a dio e la creatura a satana, scacciato per sempre dal mondo “normale” e infelice vittima di un tiranno.

Di certo l’impatto di questa vicenda è stata enorme. Come Dracula, la creatura è riuscita a conquistarsi il suo posto nella cultura popolare arrivando fino ai giorni nostri, assumendo vita propria e appropriandosi anche il nome che, in origine, era solo del suo creatore.

Per puro caso (giuro che lo avevo già programmato), giusto la scorsa settimana anche Maria de la Finestra condivisa ha condiviso le sue opinioni su questo romanzo. Se non lo avete già fatto, andate a leggere anche il suo articolo 🙂

Pubblicità

8 pensieri riguardo “Frankenstein o il moderno Prometeo | Recensione

    1. Concordo, sono contenta di averlo recuperato! Quello che (non) si viene a sapere come conoscenza generale nel corso della vita non gli rende assolutamente giustizia, va vissuto in prima persona.

      "Mi piace"

  1. È uno dei libri che ho amato di più in assoluto e ammetto che ho sempre empatizzato solo con la Creatura, non avevo mai visto la questione dal punto di vista degli uomini: però hai ragione, alcuni di loro saranno poco sensibili e “aperti al diverso” ma la loro paura è comprensibile!
    Comunque si, dolcissima l’amicizia con il vecchio De Lacey ❤️

    Piace a 1 persona

    1. Mi sono sentita sempre un po’ in colpa per questo mio senso di distacco che proprio non mi aspettavo. Leggendo, mi trovavo esattamente in mezzo tra le ragioni dei due. In ogni caso, dottore e creatura sono stati ritratti in maniera magistrale e non si può che amarli entrambi come personaggi letterari 🙂
      Eh, ci avevo sperato fino alla fine nel “lieto fine” con De Lacey!

      Piace a 1 persona

  2. Che coincidenza!!☺️ Sono contenta di leggere che anche il tono della tua recensione è positivo. Iniziavo a pensare di essere l’unica ad avere apprezzato l’opera di Mary Shelley😅 Grazie al tuo articolo ho scoperto un sacco di informazioni che non sapevo. Per esempio davvero interessante è il punto della prefazione di Mary Shelley(che purtroppo nella edizione RBA non è presente) e della sua paura di diventare madre.Complimenti per la recensione super curata! 😍

    Piace a 1 persona

    1. Credo invece che un sacco di gente ami questo romanzo 🙂 O lo amerebbero se lo leggessero, ma molti forse sorvolano perché tanto “si conosce già la storia”.
      Grazie per i complimenti! Sono felice che tu abbia trovato anche qualche nuovo spunto 🙂

      Piace a 1 persona

Rispondi a tanadeilibri Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...