Laura Leander e il segreto di Aventerra | Recensione

Il segreto di AventerraIo non leggo tantissime saghe, in genere prediligo i libri autoconclusivi. Però è da sempre che vorrei sapere come va a finire una saga semisconosciuta iniziata alle medie. La mia migliore amica mi aveva prestato i primi tre volumi fino ad allora pubblicati e lì mi sono fermata. Sto parlando della saga di Laura Leander dello scrittore tedesco Peter Freund. A distanza di 15 anni ho dato la caccia a tutti i sei volumi (ora fuori catalogo) e mi sono nuovamente immersa nella storia. Cosa ne penserò a distanza di tempo?

L’autore è sicuramente un grande fan dei fantasy che hanno fatto la storia: nelle primissime pagine cita tutto in una volta La storia infinita, Il signore degli anelli e Harry Potter. Laura stessa è appassionata di libri e film e riceve un capitolo della saga di Harry Potter per il suo compleanno.

Questo primo capitolo pubblicato nel 2003, devo ammettere, mi è sembrato un po’ una copia sbiadita di Harry Potter. Tanto per cominciare abbiamo di  nuovo un trio protagonista. Laura, come Harry, scopre improvvisamente di avere straordinari poteri magici poiché nata nel Segno del Tredici: può usare la telecinesi, leggere nel pensiero e compiere viaggi onirici. È sostanzialmente la prescelta, l’unica che può ritrovare il Calice della Vita, contenente l’acqua necessaria per guarire il Custode della Luce che vive su Aventerra. Aventerra è un mondo parallelo che esiste dall’inizio dei tempi e la Terra, o Terrastella, è un suo satellite al pari della Luna. I loro destini sono legati in modo indissolubile.

LL_Il segreto di Aventerra

Ad aiutarla ci sono il fratello Lukas e la migliore amica Kaja. Non hanno poteri magici, ma sono gli alter ego di Hermione e Ron. Lukas legge tantissimo, usa la logica e ha una risposta a qualsiasi cosa. Solo che è terribilmente irritante, perché si diverte a sentirsi superiore agli altri facendo continui sorrisetti canzonatori e definendo le altre persone “minus-mente”.Hermione è solo esasperata dagli altri due, ma non si dà mai delle arie. Kaja è un po’ imbranata, ancora più lenta di comprendonio di Laura, fifona, ma leale fino alla fine e accanto alla sua amica nel momento del bisogno. E ha sempre fame, infatti sgranocchia perennemente una tavoletta di cioccolato.

Dove si svolgono le loro avventure? Ovviamente nel collegio dove studiano, che altro non è che un vecchio castello medioevale, il Castello di Ravenstein, il Cavaliere Sanguinario. C’è addirittura una sala grande per i pasti. E anche un quadro che si muove e parla, e statue che prendono vita. Nonché il Bosco del Boia, dove è vietato andare (tipo Foresta Proibita), la cripta e la Stanza del tesoro, che mi hanno ricordato un po’ la Camera dei Segreti e il luogo dove si nasconde la pietra filosofale, al termine di diversi ostacoli da superare.

Chi sono i buoni e i cattivi? I Guardiani buoni combattono per la Luce e gli Oscuri cattivi lottano affinché il Nulla Eterno scenda su entrambi i mondi. Schierati da una parte o dall’altra sono alcuni insegnanti del collegio e altri aiutanti. Tra di loro ritroviamo addirittura “Gazza” con un gatto mostruoso e “Hagrid” che ha praticamente un serraglio di animali esotici e pericolosi.

Come giustamente avviene in ogni fantasy che si rispetti, i grandi sono praticamente incapaci di qualsiasi intuizione o azione significativa: deve pensare a tutto Laura, perché è la prescelta, perché se crede nella Luce andrà sempre tutto bene, eccetera eccetera. Poco importa che più volte questa non ci rimetta quasi le penne. Se poi vogliamo continuare ad andare a caccia di parallelismi, noteremo che anche Laura praticamente è rimasta senza genitori. La madre è morta quando era piccola, mentre il padre è stato rapito l’anno prima dagli Oscuri. Le rimane così solo una matrigna che non sopporta perché non si sente compresa.

Mi ha lasciato decisamente perplessa l’arco temporale narrativo, tutto si svolge in appena due settimane, a partire dal tredicesimo compleanno di Laura (quando le rivelano i suoi poteri) fino al solstizio d’inverno. Com’è possibile che questa ragazza riesca in men che non si dica a essere così forte da avere la meglio sugli Oscuri? Quando continuano a dirle che è ancora un’apprendista e deve fare un sacco di pratica e ancora gestisce a malapena le sue capacità soprannaturali.

A rileggere il romanzo adesso, l’ho trovato decisamente più acerbo di Harry Potter: i personaggi sono ancora un po’ piatti, a tratti è caotico e abbonda di elementi mal gestiti. Ad esempio, inserire addirittura i Templari e il Sacro Graal mi è sembrata un po’ una forzatura. È come se l’autore, essendo fan di tutto quanto è fantasy e legato a misteri e leggende, avesse deciso di prendere ispirazione da qualsiasi cosa gli venisse in mente e buttare tutto in un unico calderone. Anche la Rowling si è ispirata a un sacco di luoghi, temi e personaggi reali e fittizi del presente e del passato, ma è riuscita ad amalgamarli decisamente meglio.

Sorvolando su tutti questi aspetti e “accuse di plagio”, c’è però da dire qualcosa di positivo: è un libro super scorrevole, molto coinvolgente, con numerosi colpi di scena. Poteva forse essere gestita meglio l’alternanza con le scene che si svolgono su Aventerra, ma il mondo inventato è pieno di sorprese, l’autore si è divertito un sacco a plasmare questo nuovo pianeta, dove potrete trovare erbe sussurranti, acquitrini solforosi, betulle parlanti, unicorni, svolappi e molto altro. In particolare facciamo la conoscenza di altri due ragazzi, lo scudiero Alarik e sua sorella Alienor, apprendista guaritrice. Non vedo l’ora che prima o poi si incontrino con i nostri amici terrestri. Laura inoltre è una protagonista nuova, intrepida e super atletica. Cavalca benissimo e sa tirare di scherma, tutte attività a cui l’ha introdotta fin da piccola il padre, perché sapeva che le sarebbero servite nella sua lotta per Luce.

Comunque, per l’età 11-13 anni va più che bene. E io continuerò nella lettura perché è ormai troppo tempo che voglio sapere se Laura riuscirà mai a sconfiggere l’Oscurità e salvare suo padre! Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.

5 pensieri riguardo “Laura Leander e il segreto di Aventerra | Recensione

  1. Per un secondo mi hai fatto venir voglia di rileggermi la saga del Regno della Fantasia (credo si chiamasse così) che adorai da morire adolescente… ma io non sono coraggiosa come te, so già che ci troverei tanti di quei difetti che preferisco tenermi il dolce ricordo 😂

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    1. Intendi quella di Geronimo Stilton? Forse io ne avevo letto un capitolo a caso sempre dietro prestito, mi ricordo che c’erano delle pagine da strofinare per far uscire gli odori. Però in effetti ho sempre avuto voglia di approfondire questa saga, mi attirano un sacco i libri per bambini 😁
      So che amavo lo speciale in cui viaggiavano nel tempo.
      Nel mio caso, più che dal coraggio sono stata messa proprio dalla curiosità, la sorte di questo povero uomo mi ha sempre tormentato negli anni 😂

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      1. Ah be, allora è diverso, anche io sarei curiosa di conoscere il finale!
        Comunque era della stessa autrice di Geronimo Stilton, ma era una saga fantasy per ragazzi, i protagonisti erano elfi per intenderci e non topi. Non ricordo il titolo, ma il protagonista si chiamava Ombroso e doveva salvare i Regni dal Male, credo, o qualcosa del genere 😅

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