Recap letture 2022 | Recensione

Recap letture 2022Buon 2023!!!

Come primo post dell’anno vi propongo qualcosa in cui non mi ero mai cimentata prima, ma dato che quest’anno si tratta di soli 15 titoli ho voluto provarci. Di alcuni esistono già le recensioni, di altri ho intenzioni di scriverle, di altri vi dovrete accontentare di queste poche righe. Vediamo quindi cosa mi ha mi ha regalato il 2022 con questo recap (l’ordine è di lettura, non di gradimento). Spero possiate trovarvi ispirazione!

L’isola del dottor Moreau – H. G. Wells

Lettura breve ma intensa, scritta dal padre della letteratura fantascientifica. Strani esperimenti vengono condotti su un’isola apparentemente deserta, nella quale però si aggirano creature metà animali e metà umane. Consigliato per chi vuole provare qualcosa fuori dall’ordinario, da evitare per chi ama il realismo o è facilmente impressionabile.

Central Park – Guillaume Musso

Una poliziotta francese si ritrova a Central Park sulle tracce di un serial killer che si credeva morto. Un thriller che si legge in un soffio (punto a suo favore), ma che mi ha lasciato perplessa sotto diversi aspetti.

Martin Eden – Jack London

Un Jack London diverso dal più conosciuto autore di Zanna Bianca e Il richiamo della foresta. In questo romanzo molto autobiografico ci racconta di un giovane marinaio, particolarmente intelligente e dalla spiccata sensibilità, che tenta la scalata nel mondo borghese per amore di una donna, mentre cerca una casa editrice disposta a pubblicare i suoi scritti giudicati da tutti mediocri. Si parla di povertà, di lavori disumani, di differenza di classe, di politica, del valore dei soldi, di aspirazioni e sogni e dell’essere innamorati di un’idea più che della sua versione reale. Confermato tra le più belle letture di quest’anno.

Piranesi – Susanna Clarke

Il romanzo che non sapevo di attendere. Surreale, a tratti onirico e filosofeggiante, con una svolta thriller che non mi aspettavo. Adatto a chi si fa domande esistenziali e crede nell’esistenza di mondi paralleli, ma talmente fuori dagli schemi che serve una mente aperta all’impossibile per apprezzarlo.

Laura Leander e la maledizione del Re dei Draghi – Peter Freund

Quarto capitolo dell’ormai famosa saga che vede Laura, paladina della Luce, combattere contro gli Oscuri per liberare il padre e salvare Aventerra. Proprio sul nostro pianeta gemello si svolge gran parte delle vicende, quindi almeno cambiamo un po’ ambiente e diamo libero sfogo alla fantasia. La storia dei draghi però mi ha lasciato un po’ confusa.

L’età dell’innocenza – Edith Wharton

New York, prima metà del Novecento. Diverse famiglie borghesi che abitano in case lussuose si avvicendano sulla scena interpretando un ruolo fisso, fatto di tradizioni, buone maniere, pregiudizi, male lingue e sorrisi ipocriti. Passano da un salotto all’altro, tra un’opera e un ricevimento, disprezzando il lavoro e soprattutto chi non rientra nei canoni stabiliti dalla loro cerchia. Come Ellen Olenska, contessa che torna nella casa natale americana dopo aver abbandonato un marito poco fedele. È una ventata d’aria fresca dall’Europa, una donna indipendente che viene additata da tutti come disonorevole, ma al cui fascino è impossibile resistere. Lo sa bene Newland Archer, che in procinto di sposare May, cugina di Ellen, capisce che esiste ben altro oltre il mondo in cui è cresciuto e che una donna che risponde ai canoni di una società patriarcale forse non fa al caso suo.

La casa delle voci – Donato Carrisi

Il secondo giallo/thriller che ho letto per migliorare un po’ la situazione della categoria. Io ho notato l’approccio decisamente migliore alla trama e alla costruzione dei personaggi. C’è tutta la suspense data dalle sedute di ipnosi e l’idea centrale regala un forte senso di inquietudine: qual è per un bambino il peggior trauma se non scoprire che neanche dei propri genitori, le persone che più dovrebbero volerti bene e proteggere, ci si può fidare?

L’amore ai tempi del colera – Gabriel García Márquez

Che non si dica che io non provi ad affrontare autori che non mi hanno convinto. Però davvero mi sono chiesta tutto il tempo cosa stessi leggendo. Tutta questa grande storia d’amore non ce l’ho trovata, le parti dedicate a Florentino Ariza erano insopportabili, mentre ho simpatizzato molto di più con Fermina Daza e suo marito. E poi, il colera non c’entra praticamente nulla o sbaglio?

East of Eden – John Steinbeck

Sono tornata dal mio amato Steinbeck con una rilettura, per di più in lingua originale, vivido esempio del grande romanzo americano. Ambientato nella Salinas Valley, viviamo la grande storia di due famiglie, gli Hamilton e i Trask, più quella di Cathy che è sempre un po’ a sé stante, con i suoi mille nomi e dalle mille vite. Il sottotesto religioso è fortissimo, ma non è invadente. A far da filo conduttore il tema universale del concetto di bene e male.

Jonathan Strange & il signor Norrell – Susanna Clarke

Dopo il breve romanzo più recente, dovevo anche leggere l’acclamato capolavoro di questa autrice. Devo dire, mi è piaciuto di più Piranesi (ebbene sì, ogni tanto vincono anche i libri brevi), questo risulta spesso un po’ dispersivo. Seguiamo le vicende di Norrell e Strange, gli unici due maghi in grado di praticare la magia rimasti in Inghilterra (sì, nonostante il titolo, compaiono sulla scena in ordine inverso) e di vari altri personaggi che ruotano intorno a loro. Molto apprezzabile il lavoro di “ricostruzione storica” sulla magia, con tanto di rimandi e citazioni di manuali scritti da personaggi inventati.

Dio di illusioni – Donna Tart

Siamo di fronte a un’altra delle autrici contemporanee più amate, vincitrice del pieno Pulitzer con Il cardellino. Che però tutti dicono non essere all’altezza delle aspettative, molto inferiore a Dio di Illusioni. Quindi io ho deciso di partire da quello più apprezzato e non ne sono rimasta delusa. Non è uno di quei libri che vogliono farti affezionare ai personaggi, studenti di un college del Vermont, anzi al contrario ce li mostra in tutti i loro difetti e perversioni. Ma è scritto divinamente e si coglie appieno il disagio in cui vive questo gruppo di giovani di buona famiglia, ricchi, ma totalmente abbandonati a sé stessi. Si rifugiano nel mondo dei classici greci e il risultato è una ricerca dell’eterna giovinezza, riti dionisiaci, deliri di onnipotenza e presunzione di poter decidere della vita e della morte di altre persone. La prima parte è l’attesa, un crescendo che culmina nel delitto annunciato. La seconda parte è più lenta, ma sempre godibile, e si sofferma su come viene gestita la colpa. Parallelismi con Delitto e castigo ne abbiamo? Direi proprio di sì.

Cecità – José Saramago

Dopo un premio Pulitzer, un premio Nobel. Lo avevo detto che quest’anno la qualità delle letture non mi aveva delusa a prescindere dalla quantità. Avevo sentito pareri discordanti, ma io ne sono stata conquistata. In un periodo di leggero blocco del lettore, sono stata inghiottita anche io da questa bianca cecità che si diffonde a macchia d’olio, colpendo tutti gli abitanti della città, del Paese e forse del mondo? Un capitolo dopo l’altro, è una discesa nell’inferno. Da una parte perdita di umanità, dall’altra un bagliore di buoni sentimenti che non riesce a estinguersi.

Cina – Edward Rutherford

Circa 700 pagine raccontano l’incontro-scontro tra oriente e occidente nella seconda metà dell’Ottocento raccontato tramite le voci di uomini e donne cinesi e un piccolo gruppo di britannici e americani. Si passa da funzionari di stato a giovani guerrieri, da mogli di contadini benestanti alla concubina prediletta dall’Imperatore, da contrabbandieri ad eunuchi. Un viaggio nei valori e nei luoghi di un impero millenario e il suo affacciarsi all’epoca moderna.

Scrivi e lascia vivere – Valentina Di Michele, Andrea Fiacchi, Alice Orrù

Un manuale di scrittura inclusiva e accessibile per chi si occupa di scrivere per il Web e chi scrive in generale rivolgendosi a un grande pubblico (non a livello letterario però, quello è un altro ambito). Prestiamo sempre più attenzione a come eliminare il maschile sovraesteso, ma possiamo fare ancora di più per una maggiore inclusione. Il merito del libro è di spingerci a pensare ad altre categorie di persone che per età, condizione  economica, scolarizzazione, disabilità di vario tipo rischiano sempre di essere escluse dalla comunicazione, impossibilitate a ricevere determinate informazioni o a riceverle nel modo corretto. Quindi via i tecnicismi inutili e i linguaggi che escludono e, se è vero che le parole hanno un peso, cerchiamo di usare quelle giuste per parlare del mondo senza portarci dietro giudizi e stereotipi impliciti.

I Viceré – Federico De Roberto

Se ti è piaciuto Il gattopardo, leggi questo libro. Così mi era stato detto. Il gattopardo ha un posto privilegiato nella mia classifica, ma il consiglio ha senso. Siamo sempre in Sicilia, a Villafranca per la precisione, dove abita il Principe di Francalanza e la sua numerosa famiglia. Questi nobili borbonici, che si fregiano del titolo di Viceré, assistono e sono coinvolti direttamente dalle imprese di Garibaldi e dalle conseguenze dell’unità d’Italia e proprio come Don Fabrizio Salina capiscono, chi prima e chi dopo, che per mantenere i propri privilegi è necessario che tutto cambi affinché tutto rimanga uguale. Ma se Il gattopardo aveva un che di poetico e un ritmo narrativo piuttosto lento, I Viceré è molto più caotico, con ben 21 personaggi principali (per non parlare dei secondari) che animano le pagine tra rancori mal celati e impossibilità di vivere secondo i propri sogni e le proprie inclinazioni. Ammetto che ho un po’ patito le parti dedicate agli aspetti politici (mi ci perdevo), però è un bel romanzo che racconta il declino della nobiltà e mette in luce quanto sia stato complesso fare davvero l’Italia.

Chissà come andrà il 2023, per il momento sono fiduciosa.

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13 pensieri riguardo “Recap letture 2022 | Recensione

  1. I Vicerè è un romanzo bellissimo, io lo preferisco al Gattopardo. Dio di illusioni così così. Cecità non mi è piaciuto, in generale non stravedo per Saramago. E, sebbene invece ami molto Garcia Marquez, L’amore ai tempi del colera non mi ha mai entusiasmato.

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    1. Grazie per queste opinioni lampo! È sempre affascinante notare la varietà dei gusti quando si parla di libri. Nonostante le mie preferenze siano leggermente inverse, consiglierei anche io I Viceré a tutti, sono contenta di averlo letto 🙂

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  2. Piranesi lo sto leggendo in questo momento! Dio di illusioni e Cecità a me non hanno conquistato, e ho in lista L’età dell’innocenza, I Viceré e Martin Eden, che sarebbe venuta anche l’ora di vedere cosa ha da offrirmi London dopo le letture fatte da bambina/ragazzina.

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    1. Devo dire che non mi aspettavo che “Dio di illusioni” mi piacesse troppo, nonostante le lodi. Non è esattamente il tipo di storia che in genere mi attira. Però boh, è scattato qualcosa!
      Curiosa di sapere cosa penserai degli altri titoli che hai in lista quando sarà giunto il loro momento 🙂

      Piace a 1 persona

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