Ciao-ciao | Scatti rubati in treno

Scatti rubati in trenoLa mia vita da pendolare ha avuto inizio con l’università, e continua ancora oggi per lavoro sulla stessa tratta. Post-covid, la mia azienda ha deciso di rendere lo smartworking* una modalità di lavoro perenne, ma continuo ancora a pendolare abbastanza spesso (circa 2 volte a settimana) per vivere anche un po’ l’ufficio e le dinamiche di gruppo e godermi un diverso tipo di concentrazione. Come potete immaginare, nei miei spostamenti, che durano dai 45 minuti all’ora piena, non è raro imbattersi in personaggi interessanti o assistere a momenti degni di nota.

Ispirata un po’ dal famoso blog Vita da pendolare che mi rallegrava con i suoi post (ho visto che non esiste più purtroppo, ci sono solo le pagine Facebook e Twitter, che peccato), ho deciso anche io di fermare per sempre nel tempo alcune scene che mi colpiscono, disseminandole tra una recensione e l’altra.

Ho dato a questa rubrica il nome di “Scatti rubati in treno” anche se non esiste alcuna foto fisica. Sono però istantanee che in un modo o nell’altro si sono fissate nella mia memoria e che mi fa piacere condividere.

E quindi, iniziamo!


Mattina. Treno regionale. 

Il treno ha quasi raggiunto la mia fermata (e anche la sua destinazione finale) e mi alzo raggiungendo il gruppetto di persone che già aspetta davanti alle porte. Poco dopo arriva anche una mamma con passeggino e bambino/a che allunga le manine per toccare qualsiasi cosa.

Un ragazzone, che durante il viaggio era seduto dietro il mio sedile e che ogni volta che si sistemava per dormire meglio dava colpi e scossoni (involontari) al mio schienale, inizia a fargli ciao-ciao con la mano. E il/la piccolino/a inizia a rispondere un po’ timidamente, ma abbozzando un sorriso sempre più grande.

Finché il treno non si ferma, le porte si aprono e tutte le persone scendono prendendo ognuna la propria strada.

Non è successo nulla di che, ma è stato un momento davvero tenero, che mi ha permesso di iniziare la giornata un po’ meno assonnata e con il sorriso sulle labbra.

*Sì, da traduttrice so perfettamente che il termine corretto per la nostra realtà sarebbe “lavoro da remoto”, ma ormai tutti lo chiamano smartworking, per noi ha acquisito questo significato e l’importante è che ci capiamo.

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3 pensieri riguardo “Ciao-ciao | Scatti rubati in treno

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