
Ricordo che il racconto d’inchiesta Nomadland di Jessica Bruder (letto nella traduzione di Giada Diano) aveva avuto grande risonanza all’uscita, complice anche il film che si è ispirato a queste reali vicende. Era comunque un titolo che mi ero appuntata e dopo 5 anni di attesa in wishlist è giunto il suo turno. Probabilmente perché ho bisogno di conoscere storie legate a cambiamenti di vita, soprattutto se riferiti al lavoro. E trovare quell’ispirazione che dica anche a me cosa fare.
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Continuiamo a parlare di Spazio, un argomento che ultimamente ha interessato parecchio anche i media: prima con il ritorno sulla Terra di Suni Williams e Butch Wilmore dopo la loro inaspettata “vacanzina” di 9 mesi sulla ISS, e poi con l’ultima (discussa) impresa di Bezos che ha spedito un gruppo di sei donne per 11 minuti tra le stelle. Ecco, il mio interesse è decisamente rivolto al primo gruppo: come passavano le loro giornate? Cosa pensavano lontano da casa? Un’idea ormai me la sono fatta grazie a Orbital, l’ultimo gioiellino di Samantha Harvey che in realtà ho letto mesi fa in inglese ancor prima che fosse disponibile in italiano.
Forse su questo blog non è mai venuto fuori, ma un’altra delle mie grandi passioni è lo Spazio con i suoi infiniti misteri. Ed è una passione di lunga data, come testimonia il
Mattina. Treno regionale.
Titolo in inglese per questo brevissimo romanzo di appena 100 pagine che non mi risulta disponibile in traduzione italiana. Ve lo avevo promesso, e A Short Stay in Hell (Un breve soggiorno all’inferno) di Steven L. Peck è finalmente arrivato. Così possiamo anche dichiarare conclusa questa fase incentrata sui temi di morte e aldilà. Fase che, tra l’altro, è nata in modo totalmente spontaneo e non perché a fine ottobre si festeggia Halloween, il cui collegamento è stato successivo. O forse sono stata inconsapevolmente influenzata dal mood generale.