Con la recensione di oggi abbandoniamo il 2022 (anche se potrei dedicarci ancora qualche articolo) e ci avventuriamo in una delle letture del 2023. Era un po’ che sentivo parlare di Emmanuele Carrère, autore contemporaneo a me sconosciuto ma a quanto pare molto apprezzato, e ho deciso che I baffi (letto nella traduzione di Maurizia Balmelli) sarebbe stato perfetto per il nostro primo incontro, giusto perché la trama e i temi di fondo mi ricordavano un po’ quelli di Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Continua a leggere “I baffi | Recensione”
Un posto a sedere, ovvero “piccole grandi soddisfazioni” | Scatti rubati in treno
Mattina. Treno regionale.
Secondo voi, a cosa pensa un o una pendolare mentre raggiunge la stazione? A tante cose, ma se viaggia nell’ora di punta la speranza di accaparrarsi un posto a sedere a bordo sarà il suo chiodo fisso. Questione di mera fortuna? Non esattamente. Continua a leggere “Un posto a sedere, ovvero “piccole grandi soddisfazioni” | Scatti rubati in treno”
L’amore ai tempi del colera | Recensione
Che non si dica che io non dia le giuste chance agli autori che la prima volta non mi hanno convinto. Ho incontrato Gabriel García Márquez con Cent’anni di solitudine, abbiamo avuto un secondo appuntamento con Cronache di una morte annunciata e con L’amore ai tempi del colera (letto nella traduzione di Angelo Morino) ho decretato che per ora la nostra frequentazione termina qui. Continua a leggere “L’amore ai tempi del colera | Recensione”
La comotiva | Scatti rubati in treno
Tardo pomeriggio. Treno regionale.
Questo episodio risale a un po’ di anni fa, ma è uno di quelli che si sono ritagliati un posto speciale nel mio cuore. Tornavo dall’università e tenevo tra le mani un libro di linguistica spagnola che stavo ripassando per un prossimo esame. La mia attenzione però era stata tutta catturata da un bambino di forse due-tre anni che viaggiava insieme ai nonni, seduti proprio accanto a me.
L’età dell’innocenza | Recensione
Nella settimana in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, mi sembrava giusto portare la recensione di un romanzo nato dalla penna di Edith Wharton. Scrittrice e poetessa statunitense di inizio ‘900, famosa per le sue opere femministe, con L’età dell’innocenza (letto nella traduzione di Alessandro Ceni) è stata la prima donna a vincere il premio Pulitzer per la narrativa nel 1921.
