Sera.Treno regionale.
La sera sono perfettamente sveglia, ma anche piuttosto stanca. Dopo aver sistemato giacché e zaini ed essermi ritagliata il mio spazio nell’angolino di un gruppo di 4 sedili (obbligatoriamente lato finestrino, anche se è buio e fuori non si vede niente), inizio a giocare a mahjong sul cellulare. La mia attenzione però è presto rivolta al racconto che il giovane seduto di fronte a me sta facendo al suo amico. Non voglio impicciarmi, ma è impossibile non sentire.
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Con la recensione di oggi torniamo un po’ indietro nel tempo. Infatti ho letto Sharon e mia suocera: se questa è vita di Suad Amiry (nella traduzione di Maria Nadotti) nel 2021, dopo averlo scovato nel blog di 
Data l’importante ricorrenza di pochi giorni fa, approfitto dell’articolo di oggi per suggerire di nuovo qualche titolo attinente alla Giornata della memoria. Continuare a ricordare è sempre più importante, soprattutto se pensiamo che sono sempre meno le vittime sopravvissute ancora in vita, e che diventerà quindi sempre più difficile udire le loro testimonianze dirette. Tocca a noi tenere viva la loro eredità.