Mattina. Treno regionale.
Secondo voi, a cosa pensa un o una pendolare mentre raggiunge la stazione? A tante cose, ma se viaggia nell’ora di punta la speranza di accaparrarsi un posto a sedere a bordo sarà il suo chiodo fisso. Questione di mera fortuna? Non esattamente. Continua a leggere “Un posto a sedere, ovvero “piccole grandi soddisfazioni” | Scatti rubati in treno”

Che non si dica che io non dia le giuste chance agli autori che la prima volta non mi hanno convinto. Ho incontrato Gabriel García Márquez con Cent’anni di solitudine, abbiamo avuto un secondo appuntamento con Cronache di una morte annunciata e con L’amore ai tempi del colera (letto nella traduzione di Angelo Morino) ho decretato che per ora la nostra frequentazione termina qui.
Nella settimana in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, mi sembrava giusto portare la recensione di un romanzo nato dalla penna di Edith Wharton. Scrittrice e poetessa statunitense di inizio ‘900, famosa per le sue opere femministe, con L’età dell’innocenza (letto nella traduzione di Alessandro Ceni) è stata la prima donna a vincere il premio Pulitzer per la narrativa nel 1921.